Descrizione sintetica del progetto
Nell’incantevole cornice di Palermo, il mese di maggio si colorerà di note musicali e antiche storie con il festival “Mediterraneamente”. In apertura della manifestazione “Panormus”, dedicata alla scuola, il progetto intende unire la magia della lettura e la gioia del canto, ispirandosi alle celebri canzoni dello Zecchino d’Oro. Un’esperienza unica per avvicinare i più piccoli al mondo della cultura, stimolando la passione per la lettura e la musica. Attraverso incontri con autori e scrittori locali, gli alunni della scuola primaria potranno immergersi nelle tradizioni e nelle leggende che hanno plasmato la città. Le canzoni dello Zecchino d’Oro saranno il filo conduttore per rivisitare in chiave musicale le storie del passato, creando un ponte tra generazioni. Il culmine del progetto sarà uno spettacolo indimenticabile al Teatro Massimo. Bambini, ragazzi e artisti si esibiranno insieme, presentando un’opera unica che celebra la storia e la cultura di Palermo. Lo spettacolo conclusivo prevede la partecipazione di 50 bambini della D.D.S. “Garzilli”, cui si aggiungeranno altri bambini provenienti da altri Istituti comprensivi della città, che, diretti dalla maestra di musica Joulia Kodaleva, interpreteranno 10 canzoni, ciascuna legata ad uno dei luoghi più rappresentativi e significativi della città.
La manifestazione, sotto la direzione artistica della fondazione dell’Antoniano di Bologna, vedrà la partecipazione di Mìmi e Nartico , i volti social dello Zecchino, e del simpatico anisello Nunù.
L’evento riprende lo schema registico del progetto “Zecchino d’Oro nel mondo”, ovvero un format didattico musicale che, attraverso le canzoni per i bambini, favorisce l’apprendimento e il potenziamento della lingua italiana, il senso di appartenenza a un progetto educativo e di inclusione in una comunità che accoglie e accompagna la crescita e lo sviluppo dei talenti.
PRETESTO NARRATIVO
Il pretesto narrativo prende avvio dal gioco del telefono senza fili. In un Palermo addormentata, nella notte, si svegliano i custodi dei luoghi – creature sospese tra sogno, mito e storia che vengono condotti in un immaginario viaggio alla scoperta della citta dal coccodrillo di Palermo. Ognuno di loro protegge e custodisce non solo il luogo fisico ma anche la sua memoria. Non potendo lasciare incustodito il posto in cui vivono cercano di mettersi in contatto con gli altri spiriti custodi usando il telefono senza fili. In un paradosso di comunicazione in cui i racconti si mescolano e si trasformano si dipana la storia di Palermo e delle dominazioni che la città ha vissuto. Palermo diventa ponte tra passato e presente, tra la Sicilia e il Mediterraneo, tra la Sicilia e il mondo.
Finalità:
- Promuovere la cultura della pace e del dialogo: Utilizzare la musica come strumento per favorire la comprensione reciproca, il rispetto delle diversità e la costruzione di una società più inclusiva.
- Valorizzare il patrimonio culturale di Palermo: Coinvolgere gli alunni nella scoperta dei luoghi simbolo della città, stimolando la loro curiosità e il senso di appartenenza.
- Sviluppare competenze linguistiche e musicali: Favorire l’apprendimento di nuove parole, canti e strumenti musicali, arricchendo il bagaglio culturale degli alunni.
Obiettivi generali:
- Ascoltare e analizzare le canzoni dello Zecchino d’Oro: Scegliere canzoni che trattano temi legati all’amicizia, alla diversità, al rispetto per l’ambiente e per le altre culture.
- Conoscere la storia e le tradizioni dei paesi del Mediterraneo: Organizzare attività di ricerca e approfondimento sulla cultura, l’arte e la musica dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
- Visitare luoghi simbolo di Palermo: Associare le canzoni a luoghi specifici della città, creando un percorso musicale e culturale.
- Creare prodotti multimediali: Realizzare video, presentazioni, poster e canzoni originali ispirati al progetto.
- Organizzare un evento finale: Presentare i risultati del progetto alla comunità scolastica e alla cittadinanza.
Obiettivi specifici:
- Trattare attraverso l’uso di linguaggi di espressione artistica (disegno, recitazione, canto) il tema della fratellanza e della convivenza pacifica nel bacino del Mediterraneo, avendo Palermo come sfondo
- Dotare i bambini di competenze trasversali per la conoscenza della storia e delle culture dei popoli e della propria città.
- Garantire un approccio sano e costruttivo all’uso della tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale.
Modalità di svolgimento
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- Laboratori creativi grafico-pittorico e di etnoantropologia
- Laboratorio di canto corale
- Manifestazione finale
Attività proposte:
- Fase di scoperta:
- Ascolto e analisi delle canzoni dello Zecchino d’Oro.
- Creazione di mappe concettuali per individuare i temi principali.
- Ricerca di informazioni sui paesi del Mediterraneo.
o Realizzazione di disegni e collage ispirati alle canzoni.
- Fase di esplorazione:
o Visite guidate ai luoghi simbolo di Palermo (Foro Italico, Cattedrale, Palazzo dei Normanni, ecc.).
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- Raccolta di immagini e suoni legati ai luoghi visitati.
- Interviste a persone di diverse culture che vivono a Palermo.
- Fase di creazione:
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- Scrittura di testi e composizione di melodie originali.
- Realizzazione di video musicali utilizzando le immagini e i suoni raccolti.
- Creazione di poster e presentazioni multimediali.
- Preparazione di uno spettacolo finale.
- Fase di condivisione:
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- Presentazione dei risultati del progetto a tutta la scuola.
- Organizzazione di un evento aperto alla cittadinanza, con esibizioni musicali e mostre.
- Pubblicazione dei materiali prodotti su un blog o una piattaforma online.
Valutazione:
La valutazione del progetto potrà avvenire attraverso:
- Osservazione delle attività: Verificare il coinvolgimento degli alunni e la qualità dei prodotti realizzati.
- Questionari: Raccogliere il feedback degli alunni e dei docenti.
- Autovalutazione: Invitare gli alunni a riflettere sul proprio percorso di apprendimento.
Materiali necessari:
- Canzoni dello Zecchino d’Oro
- Strumenti musicali (chitarre, percussioni, ecc.)
- Computer e software per la creazione multimediale
- Macchine fotografiche e videocamere
- Materiali per il disegno e il collage
- Mappe e guide turistiche di Palermo
Collaborazioni:
- D.D.S. “Garzilli” di Palermo;
- Fondazione Antoniano Onlus di Bologna;
- Regione Sicilia –Assessorato dell’istruzione e della formazione professionale
- Comune di Palermo
- Scuole del territorio
INTRODUZIONE AL PROGETTO
Individuare monumenti e/o luoghi storici della città di Palermo. Dividere le classi in gruppi di 4 affidando ad ogni gruppo un luogo/monumento. Ogni luogo della città verrà trattato sia dal punto di vista artistico/architettonico sia dal punto di vista storico/narrativo.
Ai luoghi rappresentati saranno associati le canzoni dello Zecchino.
I LUOGHI DEL PROGETTO
- Giardino inglese
LEGGENDA:
Core e Ciuri, una ninfa e un fauno figli di Flora, sono posti a custodia del luogo. Incontrano Filippo Basile quando lui, bambino, si intrufola nel Giardino per fare un disegno alla madre. Durante il loro incontro Basile viene investito dal ruolo di “ambasciatore della bellezza” (La casa delle ninfee – Glifo Edizioni)
CANZONE PROPOSTA:
Diventare un albero (vincitrice ultimo Zecchino)
- La Zisa
È il racconto di due giovani innamorati, giunti a Palermo per vivere i propri sentimenti: El-Aziz, figlia dell’Emiro, e il giovane amante Azel Comel, figlio del Sultano; pare siano fuggiti dalla Libia alla volta della Sicilia per dare una cornice di libertà al loro amore, contrastato violentemente dal padre di lui. Prima della fuga, però, i due giovani sottrassero al Sultano un’immensa ricchezza; arrivato a Palermo, Azel Comel fece costruire un palazzo nel cui sotterraneo nascose il tesoro, fatto poi sparire con un incantesimo. Un giorno un uccello viaggiatore consegnò un biglietto a El-Aziz in cui c’era scritto che la madre si stava suicidando a causa del dolore che la partenza della figlia aveva provocato. Quando El-Aziz apprese la notizia, fu colta da grande dispiacere e anche lei si uccise. Azel Comel non riusciva a darsi pace per la perdita della donna amata e iniziò a vagare da un posto all’altro tormentandosi fino a quando, durante un viaggio in nave, morì. Il tesoro che Azel Comel nascose nel palazzo non fu mai trovato e secondo la leggenda è protetto dai diavoli della Zisa. I Diavoli sono raffigurati sull’arco d’ingresso alla Sala della Fontana, ma nessuno riesce a contarli e pare che il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, si muovano facendo strane smorfie. Chi riuscirà a contare l’esatto numero dei diavoli potrà spezzare l’incantesimo ed entrare in possesso del tesoro.
CANZONE PROPOSTA:
La terraluna (Siria)
- La Cattedrale e i misteri delle Tombe regali: sette cadaveri dentro cinque sepolcri
C’era una volta a Palermo, durante la dominazione araba, una bellissima moschea, ma quando arrivarono i Normanni che erano di religione Cristiana, si decise di costruire al suo posto una grandissima cattedrale. Tra il 1169 ed il 1190 se ne cominciò la costruzione che fu ultimata sotto il regno del re Guglielmo II nel 1185.
All’interno della bellissima Cattedrale, di grandi proporzioni, dall’aspetto di un castello fortificato con una grande torre e una cimasa di merli, sono custodite le tombe regali di Re e Imperatori della Sicilia con le loro mogli: quattro sono in porfido, una é un sarcofago in marmo incastrato a parete, mentre in quella opposta vi é solo un a lastra in marmo commemorativa senza cadavere.Dunque, cinque tombe, solo, che i reali seppelliti sono sette!
Si tratta di una serie di misteri che hanno impegnato numerosi studiosi e storici che ancora non sono arrivati ad una soluzione.
Il luogo dove sono sistemate le tombe regali é un complesso monumentale formato da due cappelle poste a sinistra, entrando nella cattedrale dall’ingresso a nord della chiesa.Ma non era questo il luogo
originario in cui erano stati posti i sepolcri: inizialmente erano stati collocati in una cappella chiamata “Il Cimitero dei Re”.
Si possono ammirare i sarcofagi in porfido rosso, posti sotto un baldacchino decorato, di Federico II, Enrico VI e Costanza d’Altavilla (regina di Sicilia come recita l’epitaffio ai piedi del sepolcro) e di Costanza d’Aragona.
Da dietro, si può ammirare il sepolcro di Ruggero II, primo re di Sicilia e colui che rese Palermo capitale del Regno.
Una storia leggendaria accompagna queste tombe da secoli: si dice che Ruggero II volesse essere seppellito nel Duomo di Cefalù e per questo aveva commissionato due di questi sepolcri: uno per se stesso ed uno forse da lasciare come abbellimento del duomo. Ma quando questo morì nel 1154 il Duomo non era stato ancora completato per cui la sua salma fu trasferita provvisoriamente a Palermo e qui rimase per sempre. Nel 1215 il nipote, Federico II, donò una tenuta al vescovo di Cefalù come ricompensa per il trasferimento dei due sepolcri in porfido voluto dal nonno Ruggero.
Tutte le tombe regali sono state aperte a più riprese: quella che ha riservato più sorprese è quella di Federico II al cui interno furono ritrovati, oltre al re distinguibile per il capo avvolto da una corona aperta, altri due cadaveri, di un uomo ed di una donna, la cui identificazione risulta piuttosto difficile. Chi sono quei cadaveri dentro la tomba di Federico? E poi come mai avrebbero profanato la tomba dell’imperatore e non quelle di altri per riporre questi cadaveri? E quali erano le due tombe trasferite da Cefalù?
Tanti interrogativi senza risposta che probabilmente rimarranno tali se non verrà trovata altra documentazione .
CANZONE PROPOSTA: Io pregherò (Azerbaijan)
- La Cala e il miracolo di Santa Maria della Catena
Le vicende architettoniche della Chiesa di S.Maria della Catena , situata nell’antico porto della città di Palermo (l’odierna Cala) hanno incontrato per secoli pareri discordi sia circa la data di inizio di costruzione che circa l’attribuzione della paternità dell’opera (per anni imputata all’architetto Matteo Carnilivari).Si preferisce, allora, fare riferimento a quel “miracolo “ che si confonde tra realtà storica e leggenda, dal quale sembrerebbe scaturire l’origine del titolo della Chiesa.
Da fonti storiche, si desume che la Cala era sbarrata all’imboccatura da una grossa catena destinata ad impedire che navi nemiche potessero forzarla. Quella stessa catena che antiche cronache ed una lapide coeva, posta sulla facciata del duomo di Pisa, attestano essere stata spezzata dai Pisani nel 1063 mentre Palermo era occupata dagli Arabi.
La leggenda narra che mentre regnava in Sicilia il giovane re Martino, furono condannati a morte, a Palermo, tre giovani, ingiustamente imputati di un grave reato. Mentre si avviavano verso il “Piano della Marina” luogo delle esecuzioni capitali, si scatenò un violentissimo temporale, sicché, assieme alle guardie ed ai carnefici, si rifugiarono in quella chiesetta – detta allora di Santa Maria del Porto. La tempesta durò tutta la giornata e fu quindi, necessario rimandare l’esecuzione al giorno seguente, sicché i condannati e le guardie trascorsero la notte in quell’oratorio. In quel luogo sacro, i tre giovani pregarono la Vergine che lì si venerava, la quale miracolosamente spezzo loro le catene; in tal modo quegl’infelici poterono fuggire.La notizia dell’evento miracoloso giunse fino al re che decise così di graziare i fuggitivi che erano ricaduti nelle mani della giustizia
Da allora, si narra, la chiesetta prese il nome di Santa Maria della Catena.
CANZONE PROPOSTA: Piove con il sole (Georgia)
- Il Cortile delle sette fate
Pitrè ce la racconta in dialetto siciliano nel suo libro “Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano”, dicendo testualmente che ‘ntra stu curtigghiu di li setti Fati […] la notti cci vinìanu sette donni di fora, tutti una cchiu bedda di ‘n’àutra (In questo cortile delle Sette Fate […] la notte venivano sette donne “di fuori” una più bella dell’altra). Per “donne di fuori ” si intendevano (e intendono) delle creature magiche: un po’ fate, un po’ streghe, comunque legate al mondo degli incanti, in grado di interagire tanto con i vivi quanto con i morti, legando i due mondi. Donne in carne ossa, capaci di apparire e sparire e di conoscere i meriti e le colpe di chi camminava sulla loro strada. Secondo le testimonianze raccolte le donni di fora abitavano nella torretta della piazza, o comunque, lì si riunivano.
CANZONI PROPOSTE: Magico Il cuore del re
- Il mercato del Capo
Il Capo è ancora brulicante di vita, soprattutto grazie al fatto che al proprio interno è incredibilmente sopravvissuto uno dei più antichi mercati cittadini di generi alimentari: il mercato del Capo. Il mercato, se pur ridottosi in estensione a causa di vicissitudini storiche, ha mantenuto l’aspetto e lo spirito del suk mediorientale. Qui è possibile perdersi tra il vociare promozionale dei mercanti che “abbanniano” con modulazioni della voce arabeggianti; è possibile perdersi tra i vicoli con assetto ancora medievale.
CANZONI PROPOSTE: La frutta e la verdura
- L’antica torrefazione “Stagnitta”
C’è stato un periodo, a Palermo, in cui il centro storico profumava di anice, carruba e caffè.
Nel silenzio prima dell’alba il crepitio del fuoco avvertiva le famiglie di Discesa dei Giudici, ciascuna nel proprio settore, come l’antica torrefazione dei fratelli Stagnitta, che il giorno stava per iniziare.
Mentre il “drago” ( la macchina a vapore che serviva per la tostatura)si scaldava le viscere, il ragazzo di bottega prelevava i sacchi panciuti dal vicino deposito a via degli Schioppettieri e li trascinava per alcuni metri sulle balate di marmo.
In bottega, un lieve sussurro, impercettibile ad un orecchio inesperto, segnalava che la tostatura era a buon punto: quello era il momento più cruciale!
Allora si girava una manovella e il caffè tostato cadeva in una enorme padella: quattro robuste pale cominciavano a girare e rimescolavano i semi bruni che frusciando si coprivano di una patina lucida.
Quando il vapore si disperdeva, in bottega lo chiamavano “la voce del caffè” perché si diffondeva insieme a un profumo inebriante che in pochi secondi si spandeva in tutto il quartiere.
Artefice di questa alchimia, ieri com oggi, la famiglia Stagnitta che da quattro generazioni spande nel cuore del centro storico della città un caratteristico odore di caffè.
La prima putìa di torrefazione risale almeno al 1930, come attesta il più antico documento ufficiale rinvenuto all’Ospizio Marino, anche se, la nascita si può fare risalire al 1922 quando Giovanni Stagnitta avviò una nuova attività a piazza Venezia a Palermo, la torrefazione di caffè verde e vendita al dettaglio, di caffè torrefattto. A seguito dell’alluvione che si abbatté a Palermo nel 1931, la torrefazione venne spostata in Via Discesa dei Giudici, dove è ubicata ancora oggi.
I locali conservano a tutt’oggi le sembianze di allora ed entrare nella bottega è come fare un passo indietro nel tempo con le preziose sculture lignee del maestro ebanista d’Angelo che raffigurano la filiera del caffè – dalla coltivazione alla mescita – e che disegnano le pareti oggi come ieri.
É storia recente che accanto all’antica torrefazione sia nata Casa Stagnitta concepita come luogo in cui il caffè possa esprimersi in tutte le sue varianti ed essere ponte di collegamento tra le varie etnie che ormai vivono e lavorano nel centro storico di Palermo.
CANZONE PROPOSTA: Il caffè della Peppina
- Il teatro Massimo
Per permettere la costruzione del Teatro Massimo di Palermo furono demoliti alcune strutture preesistenti tra cui la Chiesa di San Francesco delle Stimate, il monastero ed il cimitero annessi. Nel corso dei lavori, secondo la leggenda, pare sia stata profanata la tomba di una suora (1800) il cui fantasma da allora infesta il teatro. Si racconta che in molti hanno visto l’ombra della suora aggirarsi dietro le quinte e nei sotterranei e, stando alla tradizione, essa lanci delle vere e proprie maledizioni. E proprio per le maledizioni del fantasma che furono necessari ben 23 anni per la costruzione del teatro e che per ulteriori 23 anni rimase chiuso in stato di abbandono. Si dice anche che nel teatro esista un gradino detto “il gradino della suora” dove inciampa chi non crede alla leggenda.
CANZONE PROPOSTA: Il contrabbasso
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- I Quattro canti
I Quattro Canti, o piazza Villena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole, ” perché, grazie alla loro posizione, ogni angolo della piazza è illuminato dal sole in diversi momenti della giornata. Questa particolarità ha conferito al luogo un fascino ulteriore e un’aura di sacralità.
Ogni facciata è decorata con motivi allegorici, tra cui medaglioni, fregi e balconi, che rappresentano le quattro stagioni:
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- Primavera
- Estate
- Autunno
- Inverno
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Nel corso dei secoli hanno ospitato innumerevoli celebrazioni pubbliche, processioni religiose e manifestazioni popolari. Durante le principali festività, come la Festa di Santa Rosalia, la piazza diventa il centro delle celebrazioni cittadine.
CANZONE PROPOSTA: Lo senti anche tu
MEDITERRANEAMENTE come sigla di testa e/o di coda? CIURI CIURI (arrangiamento anni ’70)
TEMPI :
- Laboratori formativi con gli alunni Gennaio – maggio 2025
⁃ Mediterraneamente: il festival del libro e della lettura”: tre giorni dedicati ad incontri con gli autori che nelle loro storie hanno raccontato la citta di Palermo
21-22-23 Maggio 2025
- Mediterraneamente: Lo Zecchino d’oro a Palermo”: evento finale presso il Teatro Massimo
26 Maggio 2025

