03 Apr XXX edizione “Panormus. La scuola adotta la città” – Attività con ANISA
Nell’ambito del progetto “Panormus. La scuola adotta la città”, che in questa XXX edizione ha come filo rosso “La Città che vorrei”, sono state avviate alcune attività collaterali, tra queste gli incontri di scambio con i docenti, organizzati dalla Prof.ssa Maria Antonietta Spadaro referente in Sicilia di ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di storia dell’Arte).
Gli incontri si sono svolti il 12 e 26 marzo 2026, in orario pomeridiano, presso l’Auditorium del plesso Vittorio Emanuele Orlando di Via Lussemburgo.
Nel primo incontro la Prof.ssa Spadaro ha parlato del ruolo della scultura pubblica a Palermo, in particolare nel periodo risorgimentale, con focus sui monumenti celebrativi legati alla patria e all’identità nazionale. La Prof. ssa Spadaro ha parlato anche di scultori di Palermo, come Benedetto Civiletti, Vincenzo Ragusa e Mario Rutelli, analizzando opere come il gruppo scultoreo di Civiletti al Giardino Inglese e i monumenti equestri a Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi. È stata evidenziata anche l’evoluzione della scultura dall’Ottocento al Novecento verso linguaggi moderni e simbolici. La Prof.ssa Chiara Giubilaro, geografa del Dipartimento di Scienze Umanistiche di UniPA, ha parlato dell’importanza della geografia come spazio di apprendimento, incoraggiando un approccio partecipativo per stimolare l’immaginazione degli studenti; ha portato come esempio un progetto laboratoriale svolto nel quartiere CEP, mostrando come le attività pratiche possano coinvolgere gli studenti. È emersa l’importanza di usare la città come aula all’aperto e di sviluppare una visione positiva per il futuro dei giovani. Il progetto Panormus è stato confermato come uno strumento educativo fondamentale per valorizzare la città.
Nel secondo si è discusso della toponomastica di Palermo con il Prof. Mario Di Liberto, sottolineando come i nomi delle strade raccontino la storia, le tradizioni e i personaggi della città. È stata descritta la suddivisione del centro storico in quattro mandamenti: Palazzo Reale, Monte di Pietà, Castellammare e Tribunali, tutti convergenti nei Quattro Canti, il fulcro simbolico della città. Il Prof. Di Liberto ha messo in evidenza l’importanza delle targhe, specialmente quelle antiche, che offrono informazioni su mestieri, luoghi significativi e tradizioni. Sono stati esaminati esempi di nomi legati a eventi storici e segnalati errori e curiosità nella toponomastica. La Prof.ssa Spadaro ha aggiunto che la toponomastica riflette i cambiamenti storici e politici di Palermo e da ciò la necessità di tutelare il patrimonio urbano. L’incontro ha evidenziato la città come un’educazione all’aperto.