{"id":16506,"date":"2025-04-30T11:01:54","date_gmt":"2025-04-30T09:01:54","guid":{"rendered":"https:\/\/portalescuola.comune.palermo.it\/?page_id=16506"},"modified":"2025-04-30T12:56:35","modified_gmt":"2025-04-30T10:56:35","slug":"mediterraneamente-lo-zecchino-doro-a-palermo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/portalescuola.comune.palermo.it\/?page_id=16506","title":{"rendered":"Mediterraneamente. Lo Zecchino d&#8217;oro a Palermo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]<strong>Descrizione<\/strong> <strong>sintetica<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>progetto<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;incantevole cornice di Palermo, il mese di maggio si colorer\u00e0 di note musicali e antiche storie con il festival \u201cMediterraneamente\u201d. In apertura della manifestazione &#8220;Panormus&#8221;, dedicata alla scuola, il progetto intende unire la magia della lettura e la gioia del canto, ispirandosi alle celebri canzoni dello Zecchino d&#8217;Oro. Un&#8217;esperienza unica per avvicinare i pi\u00f9 piccoli al mondo della cultura, stimolando la passione per la lettura e la musica. Attraverso incontri con autori e scrittori locali, gli alunni della scuola primaria potranno immergersi nelle tradizioni e nelle leggende che hanno plasmato la citt\u00e0. Le canzoni dello Zecchino d&#8217;Oro saranno il filo conduttore per rivisitare in chiave musicale le storie del passato, creando un ponte tra generazioni. Il culmine del progetto sar\u00e0 uno spettacolo indimenticabile al Teatro Massimo. Bambini, ragazzi e artisti si esibiranno insieme, presentando un&#8217;opera unica che celebra la storia e la cultura di Palermo. Lo spettacolo conclusivo prevede la partecipazione di 50 bambini della D.D.S. \u201cGarzilli\u201d, cui si aggiungeranno altri bambini provenienti da altri Istituti comprensivi della citt\u00e0, che, diretti dalla maestra di musica Joulia Kodaleva, interpreteranno 10 canzoni, ciascuna legata ad uno dei luoghi pi\u00f9 rappresentativi e significativi della citt\u00e0.<\/p>\n<p>La manifestazione, sotto la direzione artistica della fondazione dell\u2019Antoniano di Bologna, vedr\u00e0 la partecipazione di M\u00ecmi e Nartico , i volti social dello Zecchino, e del simpatico anisello Nun\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019evento riprende lo schema registico del progetto \u201cZecchino d\u2019Oro nel mondo\u201d, ovvero un format didattico musicale che, attraverso le canzoni per i bambini, favorisce l\u2019apprendimento e il potenziamento della lingua italiana, il senso di appartenenza a un progetto educativo e di inclusione in una comunit\u00e0 che accoglie e accompagna la crescita e lo sviluppo dei talenti.<\/p>\n<p><strong>PRETESTO<\/strong> <strong>NARRATIVO<\/strong><\/p>\n<p>Il pretesto narrativo prende avvio dal gioco del telefono senza fili. In un Palermo addormentata, nella notte, si svegliano i custodi dei luoghi &#8211; creature sospese tra sogno, mito e storia che vengono condotti in un immaginario viaggio alla scoperta della citta dal coccodrillo di Palermo. Ognuno di loro protegge e custodisce non solo il luogo fisico ma anche la sua memoria. Non potendo lasciare incustodito il posto in cui vivono cercano di mettersi in contatto con gli altri spiriti custodi usando il telefono senza fili. In un paradosso di comunicazione in cui i racconti si mescolano e si trasformano si dipana la storia di Palermo e delle dominazioni che la citt\u00e0 ha vissuto. Palermo diventa ponte tra passato e presente, tra la Sicilia e il Mediterraneo, tra la Sicilia e il mondo.<\/p>\n<p><strong>Finalit\u00e0:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Promuovere<\/strong> <strong>la<\/strong> <strong>cultura<\/strong> <strong>della<\/strong> <strong>pace<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>dialogo: <\/strong>Utilizzare la musica come strumento per favorire la comprensione reciproca, il rispetto delle diversit\u00e0 e la costruzione di una societ\u00e0 pi\u00f9 inclusiva.<\/li>\n<li><strong>Valorizzare<\/strong> <strong>il<\/strong> <strong>patrimonio<\/strong> <strong>culturale<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>Palermo: <\/strong>Coinvolgere gli alunni nella scoperta dei luoghi simbolo della citt\u00e0, stimolando la loro curiosit\u00e0 e il senso di appartenenza.<\/li>\n<li><strong>Sviluppare<\/strong> <strong>competenze<\/strong> <strong>linguistiche<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>musicali: <\/strong>Favorire l&#8217;apprendimento di nuove parole, canti e strumenti musicali, arricchendo il bagaglio culturale degli alunni.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Obiettivi<\/strong> <strong>generali<\/strong><strong>:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Ascoltare<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>analizzare<\/strong> <strong>le<\/strong> <strong>canzoni<\/strong> <strong>dello<\/strong> <strong>Zecchino<\/strong> <strong>d&#8217;Oro: <\/strong>Scegliere canzoni che trattano temi legati all&#8217;amicizia, alla diversit\u00e0, al rispetto per l&#8217;ambiente e per le altre culture.<\/li>\n<li><strong>Conoscere<\/strong> <strong>la<\/strong> <strong>storia<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>le<\/strong> <strong>tradizioni<\/strong> <strong>dei<\/strong> <strong>paesi<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>Mediterraneo: <\/strong>Organizzare attivit\u00e0 di ricerca e approfondimento sulla cultura, l&#8217;arte e la musica dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo.<\/li>\n<li><strong>Visitare<\/strong> <strong>luoghi<\/strong> <strong>simbolo<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>Palermo: <\/strong>Associare le canzoni a luoghi specifici della citt\u00e0, creando un percorso musicale e culturale.<\/li>\n<li><strong>Creare<\/strong> <strong>prodotti<\/strong> <strong>multimediali:<\/strong> Realizzare video, presentazioni, poster e canzoni originali ispirati al progetto.<\/li>\n<li><strong>Organizzare<\/strong> <strong>un<\/strong> <strong>evento<\/strong> <strong>finale:<\/strong> Presentare i risultati del progetto alla comunit\u00e0 scolastica e alla cittadinanza.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Obiettivi<\/strong> <strong>specifici:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Trattare attraverso l\u2019uso di linguaggi di espressione artistica (disegno, recitazione, canto) il tema della fratellanza e della convivenza pacifica nel bacino del Mediterraneo, avendo Palermo come sfondo<\/li>\n<li>Dotare i bambini di competenze trasversali per la conoscenza della storia e delle culture dei popoli e della propria citt\u00e0.<\/li>\n<li>Garantire un approccio sano e costruttivo all\u2019uso della tecnologia e dell\u2019Intelligenza Artificiale.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Modalit\u00e0<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>svolgimento<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li><strong>Laboratori<\/strong> <strong>creativi<\/strong> <strong>grafico-pittorico<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>etnoantropologia<\/strong><\/li>\n<li><strong>Laboratorio<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>canto<\/strong> <strong>corale<\/strong><\/li>\n<li><strong>Manifestazione<\/strong> <strong>finale<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Attivit\u00e0<\/strong> <strong>proposte:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Fase<\/strong> <strong>di<\/strong><strong> scoperta:<\/strong>\n<ul>\n<li>Ascolto e analisi delle canzoni dello Zecchino d&#8217;Oro.<\/li>\n<li>Creazione di mappe concettuali per individuare i temi principali.<\/li>\n<li>Ricerca di informazioni sui paesi del Mediterraneo.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>o Realizzazione di disegni e collage ispirati alle canzoni.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Fase<\/strong> <strong>di<\/strong><strong> esplorazione:<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>o Visite guidate ai luoghi simbolo di Palermo (Foro Italico, Cattedrale, Palazzo dei Normanni, ecc.).<\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>Raccolta di immagini e suoni legati ai luoghi visitati.<\/li>\n<li>Interviste a persone di diverse culture che vivono a Palermo.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li><strong>Fase<\/strong> <strong>di<\/strong><strong> creazione:<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>Scrittura di testi e composizione di melodie originali.<\/li>\n<li>Realizzazione di video musicali utilizzando le immagini e i suoni raccolti.<\/li>\n<li>Creazione di poster e presentazioni multimediali.<\/li>\n<li>Preparazione di uno spettacolo finale.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li><strong>Fase<\/strong> <strong>di<\/strong><strong> condivisione:<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>Presentazione dei risultati del progetto a tutta la scuola.<\/li>\n<li>Organizzazione di un evento aperto alla cittadinanza, con esibizioni musicali e mostre.<\/li>\n<li>Pubblicazione dei materiali prodotti su un blog o una piattaforma online.<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Valutazione:<\/strong><\/p>\n<p>La valutazione del progetto potr\u00e0 avvenire attraverso:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Osservazione<\/strong> <strong>delle<\/strong> <strong>attivit\u00e0:<\/strong> Verificare il coinvolgimento degli alunni e la qualit\u00e0 dei prodotti realizzati.<\/li>\n<li><strong>Questionari:<\/strong> Raccogliere il feedback degli alunni e dei docenti.<\/li>\n<li><strong>Autovalutazione:<\/strong> Invitare gli alunni a riflettere sul proprio percorso di apprendimento.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Materiali<\/strong> <strong>necessari:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Canzoni dello Zecchino d&#8217;Oro<\/li>\n<li>Strumenti musicali (chitarre, percussioni, ecc.)<\/li>\n<li>Computer e software per la creazione multimediale<\/li>\n<li>Macchine fotografiche e videocamere<\/li>\n<li>Materiali per il disegno e il collage<\/li>\n<li>Mappe e guide turistiche di Palermo<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Collaborazioni:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>D.D.S. \u201cGarzilli\u201d di Palermo;<\/li>\n<li>Fondazione Antoniano Onlus di Bologna;<\/li>\n<li>Regione Sicilia \u2013Assessorato dell&#8217;istruzione e della formazione professionale<\/li>\n<li>Comune di Palermo<\/li>\n<li>Scuole del territorio<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>INTRODUZIONE<\/strong> <strong>AL<\/strong> <strong>PROGETTO<\/strong><\/p>\n<p>Individuare monumenti e\/o luoghi storici della citt\u00e0 di Palermo. Dividere le classi in gruppi di 4 affidando ad ogni gruppo un luogo\/monumento. Ogni luogo della citt\u00e0 verr\u00e0 trattato sia dal punto di vista artistico\/architettonico sia dal punto di vista storico\/narrativo.<\/p>\n<p>Ai luoghi rappresentati saranno associati le canzoni dello Zecchino.<\/p>\n<p><strong>I<\/strong> <strong>LUOGHI<\/strong> <strong>DEL<\/strong> <strong>PROGETTO<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Giardino inglese<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>LEGGENDA:<\/strong><\/p>\n<p>Core e Ciuri, una ninfa e un fauno figli di Flora, sono posti a custodia del luogo. Incontrano Filippo Basile quando lui, bambino, si intrufola nel Giardino per fare un disegno alla madre. Durante il loro incontro Basile viene investito dal ruolo di \u201cambasciatore della bellezza\u201d (La casa delle ninfee &#8211; Glifo Edizioni)<\/p>\n<p><strong>CANZONE<\/strong> <strong>PROPOSTA:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Diventare<\/strong> <strong>un<\/strong> <strong>albero<\/strong> (vincitrice ultimo Zecchino)<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>La <\/em><\/strong><strong><em>Zisa<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00c8 il racconto di due giovani innamorati, giunti a Palermo per vivere i propri sentimenti: El-Aziz, figlia dell\u2019Emiro, e il giovane amante Azel Comel, figlio del Sultano; pare siano fuggiti dalla Libia alla volta della Sicilia per dare una cornice di libert\u00e0 al loro amore, contrastato violentemente dal padre di lui. Prima della fuga, per\u00f2, i due giovani sottrassero al Sultano un\u2019immensa ricchezza; arrivato a Palermo, Azel Comel fece costruire un palazzo nel cui sotterraneo nascose il tesoro, fatto poi sparire con un incantesimo. Un giorno un uccello viaggiatore consegn\u00f2 un biglietto a El-Aziz in cui c\u2019era scritto che la madre si stava suicidando a causa del dolore che la partenza della figlia aveva provocato. Quando El-Aziz apprese la notizia, fu colta da grande dispiacere e anche lei si uccise. Azel Comel non riusciva a darsi pace per la perdita della donna amata e inizi\u00f2 a vagare da un posto all\u2019altro tormentandosi fino a quando, durante un viaggio in nave, mor\u00ec. Il tesoro che Azel Comel nascose nel palazzo non fu mai trovato e secondo la leggenda \u00e8 protetto dai <strong>diavoli della Zisa<\/strong>. I Diavoli sono raffigurati sull\u2019arco d\u2019ingresso alla Sala della Fontana, ma nessuno riesce a contarli e pare che il 25 marzo, giorno dell\u2019Annunciazione, si muovano facendo strane smorfie. Chi riuscir\u00e0 a contare l\u2019esatto numero dei diavoli potr\u00e0 spezzare l\u2019incantesimo ed entrare in possesso del tesoro.<\/p>\n<p><strong>CANZONE<\/strong> <strong>PROPOSTA:<\/strong><\/p>\n<p><strong>La<\/strong> <strong>terraluna<\/strong> <strong>(Siria)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>La Cattedrale e i misteri delle Tombe regali: sette cadaveri dentro cinque sepolcri<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>C\u2019era una volta a Palermo, durante la dominazione araba, una bellissima moschea, ma quando arrivarono i Normanni che erano di religione Cristiana, si decise di costruire al suo posto una grandissima cattedrale. Tra il 1169 ed il 1190 se ne cominci\u00f2 la costruzione che fu ultimata sotto il regno del re Guglielmo II nel 1185.<\/p>\n<p>All\u2019interno della bellissima Cattedrale, di grandi proporzioni, dall\u2019aspetto di un castello fortificato con una grande torre e una cimasa di merli, sono custodite le tombe regali di Re e Imperatori della Sicilia con le loro mogli: quattro sono in porfido, una \u00e9 un sarcofago in marmo incastrato a parete, mentre in quella opposta vi \u00e9 solo un a lastra in marmo commemorativa senza cadavere.Dunque, cinque tombe, solo, che i reali seppelliti sono sette!<\/p>\n<p>Si tratta di una serie di misteri che hanno impegnato numerosi studiosi e storici che ancora non sono arrivati ad una soluzione.<\/p>\n<p>Il luogo dove sono sistemate le tombe regali \u00e9 un complesso monumentale formato da due cappelle poste a sinistra, entrando nella cattedrale dall\u2019ingresso a nord della chiesa.Ma non era questo il luogo<\/p>\n<p>originario in cui erano stati posti i sepolcri: inizialmente erano stati collocati in una cappella chiamata \u201cIl Cimitero dei Re\u201d.<\/p>\n<p>Si possono ammirare i sarcofagi in porfido rosso, posti sotto un baldacchino decorato, di Federico II, Enrico VI e Costanza d\u2019Altavilla (regina di Sicilia come recita l\u2019epitaffio ai piedi del sepolcro) e di Costanza d\u2019Aragona.<\/p>\n<p>Da dietro, si pu\u00f2 ammirare il sepolcro di Ruggero II, primo re di Sicilia e colui che rese Palermo capitale del Regno.<\/p>\n<p>Una storia leggendaria accompagna queste tombe da secoli: si dice che Ruggero II volesse essere seppellito nel Duomo di Cefal\u00f9 e per questo aveva commissionato due di questi sepolcri: uno per se stesso ed uno forse da lasciare come abbellimento del duomo. Ma quando questo mor\u00ec nel 1154 il Duomo non era stato ancora completato per cui la sua salma fu trasferita provvisoriamente a Palermo e qui rimase per sempre. Nel 1215 il nipote, Federico II, don\u00f2 una tenuta al vescovo di Cefal\u00f9 come ricompensa per il trasferimento dei due sepolcri in porfido voluto dal nonno Ruggero.<\/p>\n<p>Tutte le tombe regali sono state aperte a pi\u00f9 riprese: quella che ha riservato pi\u00f9 sorprese \u00e8 quella di Federico II al cui interno furono ritrovati, oltre al re distinguibile per il capo avvolto da una corona aperta, altri due cadaveri, di un uomo ed di una donna, la cui identificazione risulta piuttosto difficile. Chi sono quei cadaveri dentro la tomba di Federico? E poi come mai avrebbero profanato la tomba dell\u2019imperatore e non quelle di altri per riporre questi cadaveri? E quali erano le due tombe trasferite da Cefal\u00f9?<\/p>\n<p>Tanti interrogativi senza risposta che probabilmente rimarranno tali se non verr\u00e0 trovata altra documentazione .<\/p>\n<p><strong>CANZONE<\/strong> <strong>PROPOSTA:<\/strong> <strong>Io<\/strong> <strong>pregher\u00f2<\/strong> <strong>(Azerbaijan)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>La<\/em><\/strong> <strong><em>Cala<\/em><\/strong> <strong><em>e<\/em><\/strong> <strong><em>il<\/em><\/strong> <strong><em>miracolo<\/em><\/strong> <strong><em>di Santa<\/em><\/strong> <strong><em>Maria<\/em><\/strong> <strong><em>della<\/em><\/strong> <strong><em>Catena<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Le vicende architettoniche della <strong>Chiesa di S.Maria della Catena <\/strong>, situata nell\u2019antico porto della citt\u00e0 di Palermo (l\u2019odierna Cala) hanno incontrato per secoli pareri discordi sia circa la data di inizio di costruzione che circa l\u2019attribuzione della paternit\u00e0 dell\u2019opera (per anni imputata all\u2019architetto Matteo Carnilivari).Si preferisce, allora, fare riferimento a quel \u201cmiracolo \u201c che si confonde tra realt\u00e0 storica e leggenda, dal quale sembrerebbe scaturire l\u2019origine del titolo della Chiesa.<\/p>\n<p>Da fonti storiche, si desume che la Cala era sbarrata all\u2019imboccatura da una grossa catena destinata ad impedire che navi nemiche potessero forzarla. Quella stessa catena che antiche cronache ed una lapide coeva, posta sulla facciata del duomo di Pisa, attestano essere stata spezzata dai Pisani nel 1063 mentre Palermo era occupata dagli Arabi.<\/p>\n<p>La leggenda narra che mentre regnava in Sicilia il giovane re Martino, furono condannati a morte, a Palermo, tre giovani, ingiustamente imputati di un grave reato. Mentre si avviavano verso il \u201cPiano della Marina\u201d luogo delle esecuzioni capitali, si scaten\u00f2 un violentissimo temporale, sicch\u00e9, assieme alle guardie ed ai carnefici, si rifugiarono in quella chiesetta &#8211; detta allora di Santa Maria del Porto. La tempesta dur\u00f2 tutta la giornata e fu quindi, necessario rimandare l\u2019esecuzione al giorno seguente, sicch\u00e9 i condannati e le guardie trascorsero la notte in quell\u2019oratorio. In quel luogo sacro, i tre giovani pregarono la Vergine che l\u00ec si venerava, la quale miracolosamente spezzo loro le catene; in tal modo quegl\u2019infelici poterono fuggire.La notizia dell\u2019evento miracoloso giunse fino al re che decise cos\u00ec di graziare i fuggitivi che erano ricaduti nelle mani della giustizia<\/p>\n<p>Da allora, si narra, la chiesetta prese il nome di Santa Maria della Catena.<\/p>\n<p><strong>CANZONE<\/strong> <strong>PROPOSTA:<\/strong> <strong>Piove<\/strong> <strong>con<\/strong> <strong>il<\/strong> <strong>sole<\/strong> <strong>(Georgia)<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>Il<\/em><\/strong> <strong><em>Cortile<\/em><\/strong> <strong><em>delle<\/em><\/strong> <strong><em>sette<\/em><\/strong><strong><em> fate<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Pitr\u00e8 ce la racconta in dialetto siciliano nel suo libro &#8220;Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano&#8221;, dicendo testualmente che &#8216;ntra stu curtigghiu di li setti Fati [&#8230;] la notti cci vin\u00ecanu sette donni di fora, tutti una cchiu bedda di \u2018n\u2019\u00e0utra (In questo cortile delle Sette Fate [&#8230;] la notte venivano sette donne &#8220;di fuori&#8221; una pi\u00f9 bella dell&#8217;altra). Per &#8220;donne di fuori &#8221; si intendevano (e intendono) delle creature magiche: un po&#8217; fate, un po&#8217; streghe, comunque legate al mondo degli incanti, in grado di interagire tanto con i vivi quanto con i morti, legando i due mondi. Donne in carne ossa, capaci di apparire e sparire e di conoscere i meriti e le colpe di chi camminava sulla loro strada. Secondo le testimonianze raccolte le donni di fora abitavano nella torretta della piazza, o comunque, l\u00ec si riunivano.<\/p>\n<p><strong>CANZONI<\/strong> <strong>PROPOSTE:<\/strong> <strong>Magico<\/strong> <strong>Il<\/strong> <strong>cuore<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>re<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>Il<\/em><\/strong> <strong><em>mercato<\/em><\/strong> <strong><em>del <\/em><\/strong><strong><em>Capo<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il Capo \u00e8 ancora brulicante di vita, soprattutto grazie al fatto che al proprio interno \u00e8 incredibilmente sopravvissuto uno dei pi\u00f9 antichi mercati cittadini di generi alimentari: il mercato del Capo. Il mercato, se pur ridottosi in estensione a causa di vicissitudini storiche, ha mantenuto l\u2019aspetto e lo spirito del suk mediorientale. Qui \u00e8 possibile perdersi tra il vociare promozionale dei mercanti che \u201cabbanniano\u201d con modulazioni della voce arabeggianti; \u00e8 possibile perdersi tra i vicoli con assetto ancora medievale.<\/p>\n<p>CANZONI PROPOSTE: La frutta e la verdura<\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>L\u2019antica<\/em><\/strong> <strong><em>torrefazione<\/em><\/strong> <strong><em>\u201cStagnitta\u201d<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un periodo, a Palermo, in cui il centro storico profumava di <em>anice<\/em>, <em>carruba<\/em> e <em>caff\u00e8<\/em>.<\/p>\n<p>Nel silenzio prima dell\u2019alba il crepitio del fuoco avvertiva le famiglie di Discesa dei Giudici, ciascuna nel proprio settore, come l\u2019antica torrefazione dei fratelli <strong><em>Stagnitta<\/em><\/strong>, che il giorno stava per iniziare.<\/p>\n<p>Mentre il \u201c<em>drago<\/em>\u201d ( la macchina a vapore che serviva per la tostatura)si scaldava le viscere, il ragazzo di bottega prelevava i sacchi panciuti dal vicino deposito a <strong><em>via degli Schioppettieri <\/em><\/strong>e li trascinava per alcuni metri sulle <em>balate <\/em>di marmo.<\/p>\n<p>In bottega, un lieve sussurro, impercettibile ad un orecchio inesperto, segnalava che la tostatura era a buon punto: quello era il momento pi\u00f9 cruciale!<\/p>\n<p>Allora si girava una manovella e il caff\u00e8 tostato cadeva in una enorme padella: quattro robuste pale cominciavano a girare e rimescolavano i semi bruni che frusciando si coprivano di una patina lucida.<\/p>\n<p>Quando il vapore si disperdeva, in bottega lo chiamavano \u201c<em>la voce del caff\u00e8\u201d<\/em> perch\u00e9 si diffondeva insieme a un profumo inebriante che in pochi secondi si spandeva in tutto il quartiere.<\/p>\n<p>Artefice di questa alchimia, ieri com oggi, la famiglia Stagnitta che da quattro generazioni spande nel cuore del centro storico della citt\u00e0 un caratteristico odore di caff\u00e8.<\/p>\n<p>La prima <em>put\u00eca <\/em>di torrefazione risale almeno al 1930, come attesta il pi\u00f9 antico documento ufficiale rinvenuto all\u2019Ospizio Marino, anche se, la nascita si pu\u00f2 fare risalire al 1922 quando Giovanni Stagnitta avvi\u00f2 una nuova attivit\u00e0 a piazza Venezia a Palermo, la <em>torrefazione di caff\u00e8 verde<\/em> <em>e vendita al dettaglio,<\/em> <em>di<\/em> <em>caff\u00e8<\/em> <em>torrefattto.<\/em> A seguito dell\u2019alluvione che si abbatt\u00e9 a Palermo nel 1931, la torrefazione venne spostata in Via Discesa dei Giudici, dove \u00e8 ubicata ancora oggi.<\/p>\n<p>I locali conservano a tutt\u2019oggi le sembianze di allora ed entrare nella bottega \u00e8 come fare un passo indietro nel tempo con le preziose sculture lignee del maestro ebanista d\u2019Angelo che raffigurano la filiera del caff\u00e8 &#8211; dalla coltivazione alla mescita &#8211; e che disegnano le pareti oggi come ieri.<\/p>\n<p>\u00c9 storia recente che accanto all\u2019antica torrefazione sia nata <em>Casa<\/em> <em>Stagnitta<\/em> concepita come luogo in cui il caff\u00e8 possa esprimersi in tutte le sue varianti ed essere <em>ponte di collegamento <\/em>tra le varie etnie che ormai vivono e lavorano nel centro storico di Palermo.<\/p>\n<p><strong>CANZONE<\/strong> <strong>PROPOSTA:<\/strong> <strong>Il<\/strong> <strong>caff\u00e8<\/strong> <strong>della<\/strong> <strong>Peppina<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong><em>Il<\/em><\/strong> <strong><em>teatro<\/em><\/strong><strong><em> Massimo<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Per permettere la costruzione del Teatro Massimo di Palermo furono demoliti alcune strutture preesistenti tra cui la Chiesa di San Francesco delle Stimate, il monastero ed il cimitero annessi. Nel corso dei lavori, secondo la leggenda, pare sia stata profanata la tomba di una suora (1800) il cui fantasma da allora infesta il teatro. Si racconta che in molti hanno visto l\u2019ombra della suora aggirarsi dietro le quinte e nei sotterranei e, stando alla tradizione, essa lanci delle vere e proprie maledizioni. E proprio per le maledizioni del fantasma che furono necessari ben 23 anni per la costruzione del teatro e che per ulteriori 23 anni rimase chiuso in stato di abbandono. Si dice anche che nel teatro esista un gradino detto \u201cil gradino della suora\u201d dove inciampa chi non crede alla leggenda.<\/p>\n<p><strong>CANZON<\/strong><strong>E<\/strong> <strong>PROPOST<\/strong><strong>A<\/strong><strong>:<\/strong> <strong>Il<\/strong> <strong>contrabbasso<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li><strong><em>I<\/em><\/strong> <strong><em>Quattro<\/em><\/strong> <strong><em>canti<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>I Quattro Canti, o piazza Villena, o Ottagono del Sole, o Teatro del Sole, \u201d perch\u00e9, grazie alla loro posizione, ogni angolo della piazza \u00e8 illuminato dal sole in diversi momenti della giornata. Questa particolarit\u00e0 ha conferito al luogo un fascino ulteriore e un\u2019aura di sacralit\u00e0.<\/p>\n<p>Ogni facciata \u00e8 decorata con motivi allegorici, tra cui medaglioni, fregi e balconi, che rappresentano le quattro stagioni:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>Primavera<\/li>\n<li>Estate<\/li>\n<li>Autunno<\/li>\n<li>Inverno<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel corso dei secoli hanno ospitato innumerevoli celebrazioni pubbliche, processioni religiose e manifestazioni popolari. Durante le principali festivit\u00e0, come la Festa di Santa Rosalia, la piazza diventa il centro delle celebrazioni cittadine.<\/p>\n<p><strong>CANZON<\/strong><strong>E<\/strong> <strong>PROPOST<\/strong><strong>A<\/strong><strong>:<\/strong> <strong>Lo<\/strong> <strong>senti<\/strong> <strong>anche<\/strong> <strong>tu<\/strong><\/p>\n<p><strong>MEDITERRANEAMENTE<\/strong> <strong>come<\/strong> <strong>sigla<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>testa<\/strong> <strong>e\/o<\/strong> <strong>di<\/strong> <strong>coda? CIURI CIURI <\/strong>(arrangiamento anni \u201970)<\/p>\n<p><strong>TEMPI<\/strong> <strong>:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Laboratori<\/strong> <strong>formativi<\/strong> <strong>con<\/strong> <strong>gli<\/strong> <strong>alunni Gennaio \u2013 maggio 2025<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u2043<\/strong><strong> Mediterraneamente:<\/strong> <strong>il<\/strong> <strong>festival<\/strong> <strong>del<\/strong> <strong>libro<\/strong> <strong>e<\/strong> <strong>della<\/strong> <strong>lettura<\/strong>\u201d: tre giorni dedicati ad incontri con gli autori che nelle loro storie hanno raccontato la citta di Palermo<\/p>\n<p><strong>21-22-23<\/strong> <strong>Maggio<\/strong> <strong>2025<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><strong>Mediterraneamente:<\/strong> <strong>Lo<\/strong> <strong>Zecchino<\/strong> <strong>d\u2019oro<\/strong> <strong>a<\/strong> <strong>Palermo<\/strong>\u201d: evento finale presso il Teatro Massimo<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>26<\/strong> <strong>Maggio<\/strong> <strong>2025<br \/>\n<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;60px&#8221;][vc_row_inner row_type=&#8221;row&#8221; type=&#8221;full_width&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; css_animation=&#8221;&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;13856&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_single_image image=&#8221;16512&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; qode_css_animation=&#8221;&#8221;][vc_empty_space height=&#8221;60px&#8221;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row css_animation=&#8221;&#8221; row_type=&#8221;row&#8221; use_row_as_full_screen_section=&#8221;no&#8221; type=&#8221;grid&#8221; angled_section=&#8221;no&#8221; text_align=&#8221;left&#8221; background_image_as_pattern=&#8221;without_pattern&#8221; z_index=&#8221;&#8221;][vc_column][vc_column_text]Descrizione sintetica del progetto Nell&#8217;incantevole cornice di Palermo, il mese di maggio si colorer\u00e0 di note musicali e antiche storie con il festival \u201cMediterraneamente\u201d. 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